La UAFA rende nota la propria posizione in merito al regolamento Agenti Sportivi emanato in data 17 aprile.
In particolare, la neo Associazione che tutela i procuratori sportivi italiani iscritti durante la deregulation, ha evidenziato una criticità in merito ai divieti imposti nei confronti dei minori.
L'art. 5.5 dispone infatti che "quando a conferire il mandato all'Agente sportivo è un calciatore minore di età, l’incarico dovrà essere sottoscritto anche da coloro che ne hanno la responsabilità genitoriale o la tutela legale.
Nessun pagamento, utilità o beneficio di sorta è dovuto all’Agente sportivo in relazione a trasferimenti, sottoscrizione di contratti o tesseramenti di calciatori minori di età. Tale clausola deve essere espressamente menzionata nel mandato. Qualsiasi accordo contrario è nullo e costituisce violazione disciplinare, che sarà segnalata dalla C.F.A.S. al C.O.N.I..
Un calciatore minore di età, comunque,non può essere rappresentato da un Agente Sportivo prima del compimento anagrafico del 16° anno di età".
"Questa norma mi sembra ingiusta e che non tuteli minimamente i minori, anzi li danneggia e non è pensata ai loro interessi. Rispetto al precedente regolamento, questo è troppo restrittivo per gli agenti e non tutela minimamente gli atleti minori. Basta pensare a Donnarumma e Kean, due giovani giocatori che hanno esordito in Serie A quando erano minorenni, i loro manager hanno fatto sì che i calciatori potessero percepire un buon corrispettivo che con la presente norma non sarebbe possibile -dichiara il Presidente della UAFA Alessio Sundas- con il precedente regolamento infatti, i minori erano disciplinati diversamente e non ci sono stati mai problemi".
Anche in questo caso, la FIGC si sta dimostrando poco lungimirante e di strette vedute.
La UAFA avrà cura di provare a far cambiare rotta a questo mondo calcistico che così continuando andrà sicuramente incontro ad una "catastrofe".
In particolare, la neo Associazione che tutela i procuratori sportivi italiani iscritti durante la deregulation, ha evidenziato una criticità in merito ai divieti imposti nei confronti dei minori.
L'art. 5.5 dispone infatti che "quando a conferire il mandato all'Agente sportivo è un calciatore minore di età, l’incarico dovrà essere sottoscritto anche da coloro che ne hanno la responsabilità genitoriale o la tutela legale.
Nessun pagamento, utilità o beneficio di sorta è dovuto all’Agente sportivo in relazione a trasferimenti, sottoscrizione di contratti o tesseramenti di calciatori minori di età. Tale clausola deve essere espressamente menzionata nel mandato. Qualsiasi accordo contrario è nullo e costituisce violazione disciplinare, che sarà segnalata dalla C.F.A.S. al C.O.N.I..
Un calciatore minore di età, comunque,non può essere rappresentato da un Agente Sportivo prima del compimento anagrafico del 16° anno di età".
"Questa norma mi sembra ingiusta e che non tuteli minimamente i minori, anzi li danneggia e non è pensata ai loro interessi. Rispetto al precedente regolamento, questo è troppo restrittivo per gli agenti e non tutela minimamente gli atleti minori. Basta pensare a Donnarumma e Kean, due giovani giocatori che hanno esordito in Serie A quando erano minorenni, i loro manager hanno fatto sì che i calciatori potessero percepire un buon corrispettivo che con la presente norma non sarebbe possibile -dichiara il Presidente della UAFA Alessio Sundas- con il precedente regolamento infatti, i minori erano disciplinati diversamente e non ci sono stati mai problemi".
Anche in questo caso, la FIGC si sta dimostrando poco lungimirante e di strette vedute.
La UAFA avrà cura di provare a far cambiare rotta a questo mondo calcistico che così continuando andrà sicuramente incontro ad una "catastrofe".


























